LibreOffice e PA: si può (deve) fare

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La conferenza alla Sala Alessi

 

Il 27 settembre a Milano, nell’ambito della LibreOffice Conference, è stata organizzata una conferenza a Palazzo Marino dal titolo “Migrazione a LibreOffice: si può fare, si deve fare” dove è stato presentato, insieme ad altri casi di successo, il progetto LibreUmbria.

Ad introdurre la conferenza, in una sala piena di persone interessate, ci ha pensato Italo Vignoli, membro del board of director di The Document Foundation oltre che grande sostenitore (umbro) e punto di riferimento per il nostro progetto, che ha ripercorso la storia della nascita di LibreOffice e la sua evoluzione.

A seguire Carlo Piana, avvocato esperto di nuove tecnologie, che ha rimarcato la necessità, da parte della Pubbliche Amministrazioni, di valutare software libero o in riuso che, in base all’art. 68 del Codice Amministrazione Digitale, devono avere la preferenza a parità di prestazioni rispetto al software proprietario.

E’ stata poi la volta di LibreUmbria seguito da altre felici esperienze della provincia di Bolzano, Macerata e Cremona per finire con la Cisl. Tutte esperienze di migrazione riuscite, accomunate non certo dalla mancanza di ostacoli quanto dalla volontà di innovare  risparmiando. Tutte contraddistinte dalla collaborazione, dallo scambio, dal confronto con i membri della community italiana di LibreOffice, sempre più numerosa, tanto da dar vita nei prossimi mesi alla fondazione LibreItalia.

Per chi l’ha visto e per chi non c’era è possibile rivivere la bella mattinata di invito alla migrazione guardando le slide di tutti gli interventi, le slide di LibreUmbria, il video o gli scatti che si sono realizzati nella galleria qui sotto.

A Milano abbiamo raccontato l’esperienza di LibreUmbria come un viaggio. Un bel viaggio da poter fare in Pubblica Amministrazione. Speriamo di aver lasciato un segno e di aver convinto altre Amministrazioni a seguire l’esempio. Perché, come è scritto nella frase di Eberhardt,

Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia per colui che sa dare valore alla libertà

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