Adozione di LibreOffice in sanità: si può fare, si deve fare

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Presentato oggi presso la Scuola di Amministrazione Pubblica Villa Umbra il progetto di adozione del software libero LibreUmbria alle PA umbre del comparto sanità. Erano presenti i rappresentanti delle diverse realtà regionali: dall’Arpa all’Istituto Zooprofilattico, alle Usl alle aziende ospedaliere.

Dopo l’introduzione di Veruska Subicini, referente per LibreUmbria della Scuola di Amministrazione Pubblica e organizzatrice della giornata, a presentare la “migrazione possibile” Stefano Paggetti, direttore del Consorzio SIR, che ha presentato una delle motivazioni che potrebbero spingere le PA a sposare software libero: l’obbligo, a parità di qualità dei programmi, imposto dall’art. 68 del Codice di Amministrazione Digitale e dalle Linee Guida emanate di recente sull’acquisto di software.

Ha proseguito Osvaldo Gervasi, presidente uscente del Centro di Competenza regionale sull’Open Source (CCOS), che ha sottolineato come il cambiamento di software, se accompagnato da formazione, sia l’occasione giusta per migliorare e far crescere i dipendenti e quindi efficientare la PA.

Giuseppe Liotta, attuale presidente del CCOS, ha puntato l’attenzione sul valore dei dati per la PA e su come la scelta di software libero ne garantisca la sicurezza oltre a favorire l’interoperabilità tra Amministrazioni.

A concludere l’incontro le esperienze di migrazione della Provincia di Perugia (oltre mille postazioni a LibreOffice con tutti i dipendenti formati), raccontata dal dirigente del sistema informativo Alfiero Ortali, e quella della Usl Umbria 1 (quasi cinquecento postazioni già installate) riportata dalla dirigente del sistema informativo Barbara Gamboni.

A fine incontro alcuni dei presenti hanno fatto domande mostrando interesse per il progetto. E LibreUmbria continua il suo cammino.

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